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martedì 10 maggio 2011

11/5 terremoto a Roma: una bufala

DOMANI IL TERREMOTO CATASTROFICO A ROMA? GIULIANI: 'NOTIZIA CREATA AD ARTE MA LA CAPITALE SAREBBE IMPREPARATA'

10/05/2011 : 19:26 ROMA - "La previsione di Bendandi è falsa, è stata creata ad arte per portare scompiglio. Non è scritta su nessun documento e su nessuna carta del ricercatore. I terremoti chiaramente possono accadere, ma bisogna essere pronti. Il principale problema è che la popolazione italiana non è stata curata con la previsione sismica altrimenti non si scatenerebbe ogni volta il panico. Questa cultura non appartiene al nostro Paese e il tam-tam sui media non fa altro che alimentare l’ansia della gente". Lo ha dichiarato lo studioso Giampaolo Giuliani commentando le due scosse di terremoto avvenute ieri tra Abruzzo e Lazio.

TERREMOTO ROMA 11 MAGGIO 2011 GIULIANI SMENTISCE /ROMA- Dopo le smentite arrivate dalla società “La Bendandiana”, dai sismologi, dai ricercatori e addirittura da Giacobbo su Voyager, arriva l’ultima importante dichiarazione a cercare di tranquillizzare il popolo romano a proposito della previsione, attribuita a Raffaele Bendandi, sul devastante terremoto che dovrebbe colpire la capitale domani, 11 maggio.

Giampaolo Giuliani, controverso “esperto” di terremoti, ha infatti smentito categoricamente l’attendibilità delle voci che impazzano da giorni sul web: “Non vi è alcuna indicazione nelle carte di Bendandi che parli di un sisma a Roma atteso per l’11 maggio. Inoltre non era nello stile di Bendandi fare previsioni a lungo termine, e soprattutto indicare l’epicentro di un terremoto. Bendandi era uso indicare la zona possibilmente interessata con un’approssimazione di 200 chilometri”.

Giuliani era balzato all’onore delle cronache in occasione del terremoto di L’Aquila, da lui previsto in base agli studi, da lui condotti quando era nell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ( in qualità di collaboratore tecnico non laureato dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino) sulla relazione tra emissione di gas radon e deformazione della crosta terrestre. http://www.notizieitaliane.it/2011/05/10/terremoto-roma-11-maggio-2011-a...

venerdì 8 ottobre 2010

Le squadracce fasciste

Nel verbale redatto il 5 ottobre, Emma Marcegaglia ammette di aver "sicuramente percepito l'avvertimento come un rischio reale e concreto per la mia persona e la mia immagine, tanto reale e concreto che mi misi personalmente in contatto con Confalonieri". Spiega, la presidente di
Confindustria, che "al Giornale erano piccati sia per le mie dichiarazioni contro l'operato del governo sia, soprattutto, per il fatto che io stessa, e Confindustria, ci siamo sempre "filati poco il Giornale stesso e hanno dunque tentato di costringermi a cambiare il mio atteggiamento verso il quotidiano concedendo interviste che, almeno recentemente, non avevo fatto".

Nella vicenda Marcegaglia si palesa la strategia adottata dal Premier: i dissidenti e gli oppositori politici devono essere presi di mira con i dossier (alcuni del tutto costruiti). Sempre più forte è la sensazione di vivere sotto un regime che usa le informazioni nello stesso modo in cui il fascismo utilizzava i manganelli e l'olio di ricino. Quanti Mesiano, Boffo, Fini e Marcegaglia dobbiamo aspettare per ribellarci?

sabato 11 settembre 2010

Parte il confronto alla bicamerale su Roma capitale e fabbisogni standard di comuni e province


articolo pubblicato su www.ilsole24ore.com il 9 settembre 2010

Riparte con un colpo d'acceleratore l'attività della commissione bicamerale per l'attuazionedel federalismo fiscale.
All'esame gli schemi di decreto legislativo approvati dal Consiglio dei ministri in via preliminare prima dell'estate: si tratta dei fabbisogni standard di comuni e province e di Roma capitale. Il primo traguardo da raggiungere è proprio il via libera al decreto sulla Città eterna entro il 20 settembre, giorno nel quale è prevista la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in Campidoglio. Martedì la nomina dei relatori del provvedimento, che saranno Anna Maria Bernini del Pdl e Linda Lanzillotta dell'Api.


L'ufficio di presidenza della commissione ha stabilito una fitta tabella di marcia.
Il via libera al decreto sui fabbisogni standard di comuni, città metropolitane e province é previsto invece entro il 7 novembre. L'esame del provvedimento inizierà martedì. Il 23 settembre, inoltre, é previsto il via libera della Conferenza unificata al decreto sul fisco municipale. Intanto, sottolinea Marco Causi (Pd), vicepresidente della bicamerale, il 7 e l'8 ottobre ci sarà un seminario a Montecitorio sui costi standard delle regioni.

Il 7 settembre il Consiglio dei ministri ha avviato l'esame preliminare dello schema di decreto legislativo di attuazione della legge 42/2009 in materia di federalismo fiscale, sull'autonomia di entrata delle Regioni.

E di federalismo ha parlato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, intervenendo ad Atreju 2010, festa nazionale della Giovane Italia. L'alternativa al federalismo, per Brunetta «sarebbe la spaccatura del paese» che «non regge più l'attuale modello di spesa pubblica». Il federalismo, ha spiegato il ministro, «per la prima volta
prova a creare una convergenza tra Nord e Sud. Finora il Mezzogiorno è stato comprato, anestetizzato e ammortizzato con la spesa pubblica, è vissuto di assistenzialismo e rendite di posizione coltivando i vizi e deprimendo le sue virtù».

domenica 5 settembre 2010

PD e Schifani

«in democrazia il primo potere di controllo su cosa accade nelle istituzioni è delle opposizioni. Il PD sul caso Schifani (e su molti altri) non lo ha esercitato e continua a non esercitarlo. Invitare ad una propria festa la 2a carica dello Stato senza prima avergli domandato di chiarire tutto vuol dire non capire i propri elettori e, soprattutto vuol dire venir meno ai propri doveri. Quest'omissione è molto più grave di qualche fischio e urlo indirizzato , non verso un avversario politico , ma contro chi ostinatamente siede ai vertici delle istituzioni rifiutando la trasparenza.» P.Gomez



venerdì 3 settembre 2010

Veltroni ha un problema derivati "Ma i giudici chiariranno tutto"


Riformista di giovedì 2 settembre 2010, pagina 6
Intervista a Marco Causi - di Mastrobuoni Tonia

I contratti sui derivati stipulati dal Comune di Roma tra il 2003 e il 2007, negli anni della giunta Veltroni, sarebbero finiti nel mirino della magistratura.
Secondo IlSole24Ore su quelle operazioni la Procura di Roma starebbe indagando, per ora contro ignoti, per l'ipotesi di truffa aggravata. I contratti esaminati dai pm sarebbero quelli firmati con sette istituti di credito (Ubs, Deutsche Bank, Jp Morgan, Morgan Stanley, Dexia, Banca Opi e Barclays). Sospettati, sempre secondo le indiscrezioni, di aver intascato commissioni occulte, esattamente come avvenne nel caso del Comune di Milano.
Marco Causi, all'epoca assessore al Bilancio del Campidoglio, ammette che sembrano esserci analogie con quel caso ma si dice «sereno e fiducioso nell'operato dei magistrati». Con le operazioni finanziarie, ricorda, il Comune risucì a risparmiare 200 milioni di euro all'anno. Ma ora è urgente che il governo emani un decreto per stabilire come pagare le banche per le operazioni sui derivati. Così sarà anche pi facile per i magistrati stabilire se in quegli anni sono stati commessi davvero degli illeciti.

Onorevole, cosa pensa dell'inchiesta che secondo IlSole24Ore starebbe cercando di far luce sui contratti sui derivati stipulati tra il 2003 e il 2007, quando lei era assessore al Bilancio del Comune di Roma?

Mi pare che lo schema sia lo stesso del Comune di Milano, le banche sono state accusate in quel caso di aver truffato il Comune intascando guadagni illeciti sulle operazioni di derivati che si facevano sui bond. Ma io aspetterei l'esito delle indagini prima di pronunciarmi, nel frattempo resto sereno e fiducioso nell'operato dei magistrati.

E voi non potreste essere accusati di negligenza o, peggio, di concorso in truffa, come è avvenuto in quel caso per alcuni esponenti del Comune di Milano? Quando il Gup Simone Luerti ha rinviato a giudizio quattro banche e 13 persone, tra queste c'erano anche l'ex city manager del Comune Giorgio Porta e il consulente Mauro Mauri.

All'epoca noi facevamo queste operazioni finanziarie esattamente come le faceva - e le fa - il Tesoro, la nostra operatività era identica. Oltretutto stiamo parlando di un valore che si aggira attorno ai due, tre miliardi, che non è minimamente comparabile con quelle che si fanno al Tesoro. Che nel frattempo ha operazioni in corso per 300 miliardi di euro. Oltretutto, quelle operazioni andarono a beneficio dei bilanci del Comune.

Perché?

Il pacchetto di ristrutturazione del debito riconvertì il tasso in gran parte da fisso a variabile. Seguendo le linee operative del Tesoro stabilimmo un tasso fisso al 60 per cento e uno variabile del 40 per cento. In questo modo riuscimmo a far risparmiare al Comune di Roma ben 200 milioni di euro all'anno.

Ma pu darsi che ne abbiate persi anche parecchi dando commissioni troppo alte alle banche, o no?

Ripeto, sarà la magistratura a chiarire questi aspetti. Io mi limito a ricordare quello che ho sempre sostenuto: serve un coordinamento dei Comuni per queste operazioni finanziarie complicate. I debiti delle città sono enormi e la gestione è molto complicata. Certo, quello che mi pare emerga dalle indiscrezioni è che i giudici hanno qualche difficoltà a misurare con precisione il costo di queste operazioni.

Non si sarebbe potuta evitare questa incertezza al momento dell'affidamento delle operazioni sui derivati alle numerose banche che avevate coinvolto?

Le posso dire che la commissione Finanze del Senato ha sollecitato a marzo di quest'anno il Governo in questo senso. Abbiamo chiesto in modo del tutto bipartisan che l'esecutivo emani un decreto ministeriale per chiarire quali siano le procedure da adottare per calcolare precisamente i costi di queste operazioni.

Un po' tardi. E soprattutto, questi criteri potrebbero essere applicati anche per le operazioni del passato?

Soprattutto!

Quindi potrebbero essere utili anche per i magistrati che stanno cercando di capire se avete pagato commissioni troppo onerose anche voi?

Certo. Sarebbe il modo per specificare le metodologie che dovevano essere utilizzate anche in passato per prezzare le operazioni di finanza derivata. Perché sono operazioni altrimenti molto complicate. Certamente sarebbe un modo per facilitare il lavoro dei magistrati, che sarebbero in grado di stabilire se le banche hanno chiesto troppo.