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giovedì 12 maggio 2011

martedì 10 maggio 2011

Ricordare quell'Italia


Oggi ho partecipato, a Villa Paganini, all'iniziativa che ha visto la presenza delle forze politiche e sociali del territorio (II municipio) e della città, i parenti delle vittime e gli studenti, al fine di poter raccogliere testimonianze e promuovere il ricordo delle persone cadute per mano del terrorismo, nel contesto della giornata dedicata alla memoria di tutte le vittime del terrorismo.

Erano presenti tra gli altri i familiari delle vittime: D'Antona, Calipari, Tarantelli, Occorsio, Carretta, Sammarco, Lina Ghizoni Evangelista (vedova poliziotto detto "Serpico").

I Viali di Villa Paganini sono stati intitolati ad alcune delle vittime e dai ragazzi di una scuola media è stato piantato un albero che vuole essere un ulteriore simbolo di ricordo e della lotta al terrorismo.


Vi riporto l'articolo di UMBERTO AMBROSOLI pubblicato sul Corriere della Sera del 9 maggio 2011

venerdì 29 aprile 2011

Assenso donazione organi indicato sulla carta d'identità

Ieri mi sono incontrato con il consigliere comunale Paolo Masini (PD) per presentare il progetto Destinazione Roma e il discorso è caduto sulla buona politica e come si possa fare opposizione in modo intelligente.

Non sapevo, per esempio, che grazie al suo impegno e quelle di molte associazioni l'Assemblea Capitolina l'8 novembre scorso ha approvato (34 voti favorevoli ed uno contrario) la delibera n. 19 con la quale la nostra città è diventata il primo comune d’Italia che permette ai cittadini di apporre sul proprio documento la dicitura "donatore di organi e tessuti".

Infatti , facendo una semplice richiesta all’anagrafe i romani potranno specificare sulla propria carta d'identità la volontà o meno di donare organi e tessuti.

La procedura sarà avviata automaticamente per i maggiorenni che, al rinnovo del documento d'identità, si vedranno consegnato un modulo di manifestazione di volontà circa le pratiche di donazione degli organi e dei tessuti. L’esplicita dichiarazione, di conseguenza, potrà poi essere revocata in qualsiasi momento su richiesta del singolo cittadino presso gli stessi uffici anagrafici.
Paolo mi ha spiegato come sia stato impegnativo elaborare una proposta inattaccabile e utile ai nostri concittadini.

Bravo Paolo!

venerdì 22 aprile 2011

Questa non è la vera Roma

Ennesima dimostrazione di inadeguatezza da parte della giunta Alemanno nel gestire la Capitale d'Italia.

Questa volta è la comunità di Sant'Egidio ad esprimere stupore, preoccupazione e disappunto per le recenti scelte dell’Amministrazione di Roma Capitale nei confronti dei Rom e dei profughi giunti in questi giorni dal Nord Africa.

La comunità, nata nel 1968 grazie all'idea di Andrea Riccardi, evidenzia come «non si intraveda una “politica” e di certo una “politica di accoglienza e umanità” all'altezza del ruolo di Roma e delle sue responsabilità nazionali e internazionali».

Ancora una volta questa Amministrazione agisce con pressapochismo, superficialità ed inadeguatezza, utilizzando comportamenti che derivano da una totale assenza di idee, di incapacità di visione e, quel che peggio, invia messaggi che incoraggiano chiusura e durezza immotivate.

Non è superfluo ricordare come Alemanno, immediatamente dopo la morte dei quattro bambini sull'Appia, avesse assicurato che «si sarebbero chiusi i “campi abusivi fatti di baracche” e, allo stesso tempo, gli abitanti sarebbero stati trasferiti in luoghi di accoglienza idonei e degni»

Ma come succede spesso, alle promesse del nostro sindaco non seguono i fatti e «alle famiglie sgomberate non è stato proposto il trasferimento in una struttura attrezzata, ma soltanto la possibilità di dividersi: donne e bambini al CARA, mentre gli uomini devono accontentarsi di vivere per strada».

Come tutti gli operatori del settore ben sanno, tale proposta non può che fallire miseramente e le relative azioni messe in atto dall'amministrazione comunale hanno il solo risultato di aumentare la dispersione di interi nuclei familiari sul territorio cittadino, accrescendo le condizioni di precarietà e insicurezza. Inoltre, a subir il maggior danno di questa politica miope sono, come al solito, i bambini ai quali non viene più garantito il percorso di integrazione sociale e scolastico.

Al fine di limitare i gravi disagi e finché non si appronti un serio piano umanitario, è necessario che il sindaco Alemanno interrompa immediatamente tutti quegli interventi che non garantiscano un’alternativa dignitosa e vivibile all'intero nucleo familiare.