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lunedì 29 novembre 2010

Piano Regolatore degli impianti pubblicitari

Nel mese di ottobre l’assessore alle Attività Produttive, Davide Bordoni, annunciava tramite un comunicato stampa, ripreso da molti siti online, che il “Piano Regolatore degli impianti pubblicitari” era in dirittura d’arrivo. Massimo entro novembre sarebbe stato approvato e avrebbe colmato finalmente una lacuna che durava da circa vent’anni.

La giunta di Alemanno ha ancora 34 ore per mantenere il proprio impegno!!!

per leggere il comunicato stampa clicca qui

venerdì 15 ottobre 2010

Domani tutti in piazza

Domani parteciperò alla manifestazione della Fiom che si terrà a Roma. Io sarò lì perché, mentre aspetto impaziente con le maniche rimboccate la grande mobilitazione promessa da Bersani , è giusto ,anzi direi doveroso, essere a fianco dei lavoratori che lottano per i loro diritti e la loro dignità. Sabato è importante essere in piazza, insieme alla maggior parte della società civile, perché da qui può nascere la vera opposizione a questo governo, troppo attento a calpestare diritti fondamentali a vantaggio di consorterie tristemente note.

mercoledì 1 settembre 2010

Da 19 a 15 circoscrizioni: così cambieranno i Municipi

Pubblicato su www.ilmesssaggero.it da Fabio Rossi

ROMA (1 settembre) - Un grande centro storico, fino all’area circostante la basilica di San Pietro e il Vaticano, che comprenderà anche Borgo, Prati e l’area di Porta Cavalleggeri. Un asse Ostia-Eur che dividerà il quartiere degli anni Trenta dal resto dell’attuale XII Municipio, per realizzare il nuovo polo turistico, congressuale e fieristico della Capitale. E poi l’accorpamento di alcuni Municipi, territorialmente poco estesi, con le circoscrizioni limitrofe.

Mentre Campidoglio e Governo continuano il braccio di ferro sul numero di assessori e consiglieri della futura Assemblea capitolina, un punto del nuovo assetto amministrativo della città, con la riforma di Roma Capitale, è ormai definitivo: saranno quindici i nuovi Municipi, che entreranno effettivamente in vigore a partire dalle prossime elezioni amministrative cittadine, previste per la primavera del 2013. Lo prevede il primo decreto attuativo della riforma, che Palazzo Chigi dovrebbe approvare in via definitiva prima del 20 settembre, giorno della visita ufficiale in Campidoglio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Da quel giorno, ci sono sei mesi per disegnare la mappa definitiva.

«Su questo punto l’accordo è stato raggiunto - conferma il vice sindaco Mauro Cutrufo, negli ultimi due anni principale promotore della riforma - I Municipi passeranno da 19 a 15. La riorganizzazione, che sarà inserita nello Statuto di Roma Capitale, privilegerà l’omogeneità delle funzioni dei vari territori e la distribuzione equa dei cittadini». Ogni nuova circoscrizione, nelle intenzioni del Campidoglio, dovrebbe infatti avere una popolazione compresa tra i 200 mila e i 300 mila residenti.

La decisione definitiva sui nuovi confini sarà presa in sede di redazione dello Statuto di Roma Capitale. Ma esiste già una prima ipotesi, che dovrebbe avvicinarsi notevolmente all’assetto finale. Si comincerà dal cuore storico e turistico della città: il centro. «Il territorio dell’attuale I Municipio potrebbe essere accorpato con quello del XVII e con la porzione del XVIII confinante con il Vaticano», spiega Cutrufo. Insomma, un “grande centro storico”, che racchiuderà gran parte dei monumenti e dei siti turistici più visitati della Capitale.

La nuova vocazione turistica della Capitale, nel quadrilatero Eur-Ostia-Nuova Fiera di Roma-aeroporto di Fiumicino, sarà invece inglobata nella nuova realtà territoriale che accorperà il territorio dell’attuale Municipio XIII (Ostia ed entroterra) con il quartiere dell’Eur. Il resto dell’attuale XII Municipio - con Torrino, Spinaceto, Tor de’Cenci e l’area più periferica - sarà invece riunito con l’attuale Municipio XI (Ostiense-Garbatella). «Poi ci saranno alcuni accorpamenti, anche qui decisi per omogeneità di territorio e di funzioni», dice il vice sindaco.

Il primo nuovo Municipio nascerà sull’asse della Nomentana, che attualmente divide II e III. Queste due ex circoscrizioni diventeranno il nuovo Municipio II, che si estenderà dal quartiere Flaminio a San Lorenzo, passando per il Villaggio Olimpico, i Parioli, il quartiere Trieste-Salario e l’area di piazza Bologna. Sorte analoga avranno gli attuali Municipi VI e VII, destinati secondo il progetto a diventare un’unica realtà territoriale, che si estenderà dal Pigneto al grande raccordo anulare

venerdì 30 luglio 2010

DDL intercettazioni rinviato a settembre

ABBIAMO VINTO!!

martedì 13 luglio 2010

Free press: il flop di E Polis avvantaggia Dell'Utri

da www.wallstreetitalia.com

Il giudice del Tribunale civile di Cagliari ha respinto la richiesta di omologazione del Piano di decurtazione dei debiti di E-Polis nei confronti dei creditori. Il giudizio negativo pare sia stato motivato per questioni procedurali. L'azienda starebbe ora valutando le possibilità di ricorrere contro la decisione e si attende nel pomeriggio un comunicato della stessa E-Polis che chiarisca la situazione di crisi in cui si è venuta a trovare l'editrice. La decisione è stata comunicata dal Cdr ai redattori durante una assemblea svoltasi questa mattina nella sede del giornale a Cagliari. In Italia sono 19 i quotidiani editi, con la formula mista free press e edicola, da E Polis dove lavorano complessivamente 130 giornalisti e una ventina fra poligrafici e amministrativi. (Ansa)

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(WSI) - Ma la Fnsi - occupata oggi nel gestire lo sciopero piu' inutile del mondo - lo sa per caso che l'altro colosso della free-press in Italia, Metro (passato di mano varie volte negli ultimi tempi) fa capo, in modo occulto e indiretto, al senatore Pdl Marcello Dell'Utri, gia' condannato anche in Corte d'Appello per mafia e grande amico del premier Silvio Berlusconi? La concessionaria di pubblicita' di Metro e' gestita da Daniela Santanche', sottosegretario all'Attuazione del programma di governo. Sono molti a Roma a conoscere questa notizia. Ma nessuno parla. E quei geni dell'opposizione, tutti d'accordo anche loro, mentre procede con la massima tranquillita' l'operazione di controllo dell'informazione in Italia, Tv e stampa e in seguito internet, in vista delle prossime elezioni, quando saranno.

Prima di passare nell'orbita di Dell'Utri, l'edizione italiana di Metro era di proprieta' del gruppo svedese Modern Time Group, inventore della free press più letta nel mondo, con 84 edizioni distribuite in oltre 100 città tra le più importanti, in 23 paesi in Europa, Nord e Sud America e Asia. In Italia Metro diffondeva quotidianamente 850.000 copie (dal lunedì al venerdì) e secondo l'ultima indagine Audipress raggiungeva 1.934.000 lettori al giorno, anche se le copie e la raccolta pubblicitaria nei primi mesi del 2010 sono in calo del 30-40% per la crisi economica.

Dalla ripresa delle pubblicazioni dopo la pausa estiva 2009, Metro ha trovato un nuovo editore italiano, la N.M.E - New Media Enterprise srl che ha portato la sede legale da Milano a Roma. Poi un altro passaggio ad altre societa' che fanno capo indirettamente a Marcello Dell'Utri e al piu' grande stampatore d'Italia, Mario Farina (vedi sotto) che compare come colui che tira le fila. Da gennaio 2010 le sedi storiche del giornale sono state trasferite, e ora la sede legale e' negli uffici della Litosud Srl Via Carlo Pesenti, 130 Roma. Allo stesso indirizzo è presente anche la redazione del free press DNews.

Con DNews si apre un altro capitolo, quello dei fratelli Cipriani, personaggi molto noti nel settore dei giornali gratuiti. Nel 2004 Antonio e Gianni Cipriani furono gli ideatori e lanciarono, chiamati dall'editore sardo Nicola Grauso, proprio quell'E-Polis che oggi ha dichiarato lo stato di crisi. I due fratelli però abbandonarono Grauso al suo destino nel 2008, dopo che l'editore (visto che perdeva milioni a vagonate) vendette EPolis a una cordata in cui figurava anche - appunto - Marcello Dell'Utri. I Cipriani ebbero allora l'idea di lanciare e fondare un altro free press, DNews, che divenne di proprietà della Mag Editoriale che fa capo a Mario Farina, proprietario della Litosud che stampa Unità, il manifesto, la Stampa, l'Espresso e molti altri quotidiani e settimanali.

Farina e' un uomo di business e pur stampando giornali di sinistra (il manifesto si definisce "quotidiano comunista" anche se e' finanziato da Cesare Geronzi, oggi in Generali ex Banca di Roma), Farina dicevamo, fa subito due conti "politici", e vista l'aria che si respira nel paese decide di spostare il baricentro del suo gruppo verso l'area berlusconiana. La nuova linea filo-governativa si riflette subito su DNews. Farina sostiene che la lettera di licenziamento di Antonio e Gianni Cipriani dalla direzione del free-press Dnews risponde a "giusta causa", perche' "la direzione si sarebbe servita di troppi collaboratori esterni appesantendo i costi" di un giornale da circa un anno in difficoltà economiche (e poi approdato anch'esso allo stato di crisi).

In realtà, i Cipriani erano accusati da tempo, sia pure velatamente, di essere troppo sbilanciati a sinistra e troppo espliciti nei confronti dell'attuale compagine governativa. Spazio all'inchiesta sulla "cricca" (Scajola & C.), notizie sui dissesti della giunta Alemanno a Roma o Formigoni e Moratti a Milano e soprattutto notizie negative sul governo Berlusconi. L'ultimo numero con la firma dei Cipriani, distribuito meno di due mesi fa, venerdì 14 maggio, titolava in prima pagina, nell'edizione di Roma: "La sanità ci costerà nuove tasse". E nell'edizione di Milano: "Prove di rivolta al Triboniano". Così Antonio e Gianni Cipriani sono stati messi alla porta da Dnews con un licenziamento immediatamente operativo contestualmente alla nomina di un nuovo direttore, Stefano Pacifici, già direttore del "Romanista" e presentato al Cdr del giornale come in grado di ristabilire «una linea politicamente neutra».

Se non fosse bastato il cambio di linea politica a DNews, i disgraziatissimi Cipriani, qualche mese prima, avevano ricevuto comunicazione dal loro editore che era cambiata pure la concessionaria della raccolta pubblicitaria del free press. Farina sara' lo stampatore di giornali "comunisti", ma per sopravvivere nelle condizioni ambientali di chi fa informazione in Italia, mica e' scemo, ed e' stato obbligato a suggellare in modo ancora piu' evidente il suo legame con Palazzo Grazioli. Di qui la decisione di Farina di affidare la raccolta pubblicitaria di DNews a una nuova societa' concessionaria, Visibilia. E di chi e' Visibilia? Di Daniela Santanché, ex deputata di An dal 2001, poi inimicatasi con Fini e i finiani, ex acerrima nemica anche di Silvio Berlusconi (si era presentata in antitesi al Pdl come candidata premier con La Destra di Francesco Storace alle ultime politiche) e subito dopo la batosta elettorale venuta a piu' miti consigli, quindi passata armi e bagagli dalla parte dell'inquilino di Palazzo Grazioli, che e' sempre disposto ad accogliere chi e' in affari con lui. E infatti non molto tempo fa e' stata nominata nientemeno che Sottosegretario all'Attuazione del programma di governo.

La Santanche' a Roma e' notoria per la sua assoluta ignoranza del mondo dei media sul fronte aziendale (non risulta una sua sola esperiernza precedente in curriculum), tuttavia si muove con estrema aggressivita' nella Capitale lasciando spesso allibiti le controparti di un contratto pubblicitario (lei pensa sia tutto assimilabile alle pubbliche relazioni: le sue, anche se adesso si occupa della comunicazione istituzionale di Palazzo Chigi).

Per cui combina guai aziendali con la faciloneria cialtrona degli ambiziosi arroganti, e poi cerca di riparare dicendo: "Aggiusto tutto io, adesso chiamo Silvio". E infatti Berlusconi deve occuparsi perfino di sanare le minutaglie sbagliate della ex nemica, tanto in quel "buco nero" che e' Roma, la politica ingoia tutto, ma proprio tutto. Alla fine insistendo con pervicacia, la Santanche' e' riuscita ad ottenere dal premier non solo la concessione della pubblicita' di DNews, come si diceva, ma anche quella de "Il Giornale" (di cui e' proprietario Paolo Berlusconi) e quella di Libero, di cui sono editori gli Angelucci (insieme a il Riformista), famiglia romana milionaria proprietaria di molte cliniche e colossi del business sanita', con uno dei fratelli, Antonio Angelucci, deputato del Pdl. Per chiudere questa saga della free press totalmente inquinata dalla politica, negli ultimi mesi anche Metro ha cambiato casacca, per la vendita della pubblicita'. E qual e' la nuova concessionaria? Che domande: Visibilia.

PS: (da un'agenzia) - Nuovo caso di conflitto di interessi nel governo. Il neo sottosegretario all'Attuazione del programma di governo si occuperà della comunicazione istituzionale pur essendo azionista di Visibilia, importante concessionaria di pubblicità.

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di Marco Lillo (Il Fatto Quotitiano del 10 Aprile 2010)

La neosottosegretaria all’attuazione del programma Daniela Santanché è stata puntuale nell’attuazione di un suo impegno. Appena nominata da Silvio Berlusconi aveva giurato che si sarebbe dimessa dalla sua concessionaria di pubblicità, Visibilia, e lo ha fatto: "c’è stato un consiglio di amministrazione", racconta a Il Fatto, "e ho rassegnato le mie dimissioni da presidente. Non ho più alcun incarico operativo". L’imprenditrice 49enne di Cuneo però resta socia al 50 per cento della società Adv che controlla a sua volta il 90 per cento della Visibilia. "Nessuna legge mi impone di cedere le azioni", sottolinea lei. Nonostante le dimissioni c’è però qualcuno, come la "compagna" del Pdl Alessandra Mussolini che avanza dubbi.

Ed effettivamente Visibilia resta un trionfo di commissioni tra pubblico e privato. Creata nel novembre del 2007 dalla Adv, controllata paritariamente da Daniela Santanché e dalla Tosinvest della famiglia Angelucci, già a fine 2008, ultimo bilancio disponibile, fatturava ben 11,6 milioni di euro, in gran parte grazie alla raccolta di inserzioni per i quotidiani degli Angelucci, in testa Libero. Il risultato è destinato ad aumentare ora che Visibilia è riuscita a soffiare alla Mondadori anche la raccolta de Il Giornale di Paolo Berlusconi.

Ricapitolando, la società Visibilia dell’onorevole accoppiata Angelucci-Santanché vanta nel suo portafoglio clienti Il giornale del fratello del premier e Libero della famiglia di Antonio Angelucci che si occupa di sanità. In Puglia il gruppo Angelucci è acccusato di avere versato, proprio tramite la società editoriale di Libero, centinaia di migliaia di euro al movimento politico dell’attuale collega della Santanché, Raffaele Fitto.

I magistrati di Velletri, invece, volevano arrestare Antonio Angelucci ma la Camera di appartenenza lo ha salvato negando loro l’autorizzazione. Nell’ordinanza di arresto si stigmatizzava tra l’altro "l’utilizzo strumentale dei mezzi d’informazione di proprietà editoriale (i quotidiani "Libero" e "Il Riformista"), con l’attività di pressante influenza su cariche istituzionali". Visibilia però è una società che opera nel mercato e vanta tra i suoi clienti anche la free press (Metro e Dnews) ma Libero e Il Giornale sono le sue corrazzate. Nel 2008, per esempio, Il Riformista (secondo quotidiano degli Angelucci) dichiarava un milione di euro di introiti da pubblicità che però hanno del miracoloso se si pensa che il quotidiano diretto da un ex deputato del Pd, Antonio Polito, si ferma in edicola sotto le 3 mila copie.

Mentre Libero nel 2008 dichiarava 8,6 milioni di proventi da pubblicità per una diffusione di ben 125 mila copie medi, anche se i ricavi da vendita delle copie pari a 28,7 milioni suddivisi per i giorni di uscita corrisponderebbero a una vendita media inferiore alle 100 mila copie. Il bilancio del 2009 non è ancora disponibile e per vedere come va la raccolta pubblicitaria della società controllata indirettamente dal sottosegretario Santanché e dall’onorevole del Pdl Angelucci, bisogna basarsi sui dati Nielsen.

La società di ricerche rileva le pagine di pubblicità e quantifica in via indicativa gli introiti basandosi sui listini, comunicati dalle aziende. Secondo Nielsen la crisi ha fatto un baffo a Libero. Nel 2008 (primo anno nel quale Visibilia comincia a operare per il giornale degli Angelucci subentrando alla Publikompass) il quotidiano pubblica 3156 pagine di pubblicità e nel 2009 ne ha ottenute ben 3448. In un mercato che è stato segnato dalla sua crisi più nera, e nonostante la perdita di copie di Libero, il quotidiano verde aumenta le inserzioni.

Chi sono gli inserzionisti che hanno puntato sul giornale diretto da Feltri fino all’agosto del 2008 e poi da Maurizio Belpietro?. Le imprese sono in gran parte private. Al primo posto c’è la Index Europa di Bergamo che si occupa di giochi on line, al secondo c’è la Chateaux d’ax e al terzo troviamo Esselunga. Al quarto Che Banca, del gruppo Mediobanca. Insomma non si può dire che la Visibilia e Libero siano foraggiati dallo Stato o dalle sue controllate. Però, se si confrontano i dati si nota che effettivamente alcune società pubbliche e alcuni ministeri hanno puntato su Libero. Nei primi mesi dell’anno 2010 per esempio Eni è il secondo investitore, secondo Nielsen per Libero, con 23 pagine in poco più di 4 mesi. Nell’intero 2009 erano 44 e nel 2008 erano state addirittura 48 pagine.

Enel è passata dalle circa 5 pagine del 2008 alle 30 del 2009, mentre nei primi mesi del 2010 il trend sembra rallentare con 4 pagine. Cai e Alitalia, fa nel 2009 un balzo da zero a 22 pagine. Banca Intesa per esempio ha pubblicato sei pagine nel 2009 e nel 2008 zero. Poi ci sono i ministeri. Anche se per importi molto piccoli, nel 2009 si segnala una crescita di Libero nella loro pianificazione. I dicasteri delle pari opportunità, del Lavoro e delle infrastrutture, come la Presidenza del consiglio, hanno aumentato le pagine e le spese, secondo Nielsen, mentre solo il ministero dello sviluppo le ha ridotte. Da segnalare anche un cliente privato che ha invece ridotto gli investimenti: Sky. Chissà se ha pesato la linea dura del giornale contro il tycoon Rupert Murdoch.

mercoledì 7 luglio 2010

appello giornalai


Anche le migliaia di Lavoratori delle Edicole di Roma protestano per la crisi e chiedono di essere ricevute dal SINDACO GIANNI ALEMANNO con la seguente lettera

Mentre la crisi del settore è devastante, ed oltre 50 edicole a Roma sono già chiuse, ed altre 200 sono prossime alla chiusura. Mentre aumentano abusivismo e concorrenza sleale, gli amministratori di questa città finalmente autorizzano per la prima volta iniziative a favore dei giornalai romani e poi le tradiscono. Senza pubblicità e altri prodotti molte edicole chiuderanno e centinaia di famiglie che le gestiscono rimarranno senza lavoro.

Facciamo appello al SINDACO

GIANNI ALEMANNO

affinché faccia proprie anche le nostre problematiche,

riconoscendo il ruolo decisivo della nostra categoria per l’informazione e la democrazia



In particolare il Si.Na.G.I. chiede la regolamentazione della distribuzione a mano libera dei giornali quotidiani (rispetto distanze delle edicole, regolarità e visibilità degli addetti alla distribusione, adozione regolamento per il decoro urbano) e l'esenzione dall'aumento dell'imposta dell'occupazione del suolo pubblico che in alcuni casi aumenterà del 50%.

lunedì 5 luglio 2010

Loro non scrivono..... voi fate girare


Ricevo e pubblico
"Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia
città oggi. Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i
contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte e
ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con
uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di
retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio o un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema.
" Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo."


venerdì 11 giugno 2010

Protesta davanti al Senato


Ieri è stata approvato, con voto di fiducia, il ddl intercettazioni in Senato. Ora il ddl passerà alla Camera per l’approvazione.

Contestualmente all'approvazione, a Roma, è stata organizzata una protesta davanti al Senato sotto un sole e un caldo torrido. Appena giunto in piazza Navona, verso le 12,15 ho potuto costatare con delusione che del Partito Democratico eravamo in cinque, ho riconosciuto tra i pochi presenti (Federico con la bandiera, Stefania, Sergio, Ernesto).

Durante la protesta siamo stati informati che l’intero gruppo Pd aveva abbandonato l’aula e speravamo che si sarebbero uniti a noi cittadini che manifestavano per strada, ma solo dopo le 13, dopo alcuni nostri insistenti sms, si sono affacciati i senatori Vincenzo Vita e Anna Finocchiaro (capogruppo Pd) la quale ha rilasciato la dichiarazione: questo atto non è altro che “l’ennesimo tentativo da parte del Governo e del suo più illustre rappresentante, di forzare il lavoro del Parlamento ad interessi personali, in questo caso danneggiando diritti e sicurezza dei cittadini italiani”.

Temo che qualcuno all'interno del nostro partito non dispiaccia molto questa norma....