Sabato mattina dopo aver partecipato da osservatore all’assemblea dei circoli a Roma sono partito con destinazione Leopolda.
Come hanno scritto in molti, anch’io avevo dei dubbi su un evento costruito ad uso e consumo di Renzi e Civati ma il fatto che ad organizzare e a partecipare c’erano molti degli amici che stimo mi ha dato coraggio per lasciare la famiglia e partire.
Già dalla mattina Ernesto mi aggiornava in tempo reale del successo dell’evento……e man mano che ci avvicinavamo al capoluogo toscano le notizie sulla partecipazione diventavano impressionanti.
La sensazione dopo due giorni di “prossima fermata:italia” è stata quella di una boccata d’ossigeno. Un rave party di contenuti.
Ognuno parlava 5 minuti e nella sintesi riuscivano tutti ad essere esaustivi a far percepire, cioè, agli ascoltatori, la loro Italia, le loro concrete proposte per far diventare il nostro, un paese migliore.
Chi saliva sul palco parlava perché voleva comunicare la propria voglia di cambiare il Paese , offriva con competenza i propri consigli su come migliorare la nostra bella Italia.
Ma quello che mi ha colpito maggiormente non erano gli oratori ma le persone che assiepavano la platea: tanti, attenti, pronti ad applaudire se i contributi meritavano ma mai a fischiare …eravamo tutti li, giovani e adulti, uomini e donne, per una nuova idea di Italia.
Eravamo lì per chiedere al nostro Segretario Pierluigi Bersani il rinnovamento democratico della classe dirigente. Una classe dirigente che nonostante molte sconfitte e molti errori commessi, che hanno lasciato il Paese nelle mani della peggior classe politica, è ancora al suo posto.
Ritengo che sia il minimo chiedere il rispetto di una delle regole fondamentali della meritocrazia: chi sbaglia paga.
Il nostro segretario, il suo posto lo ha meritato, nel rispetto dello statuto, con le primarie , vogliamo che anche tutti i nostri dirigenti, dall’ultimo segretario di circolo al parlamentare europeo, possano meritarsi il proprio incarico. Rivendichiamo, nel rispetto dello statuto, il limite dei tre mandati e le primarie per la selezione dei candidati alle elezioni.
A mio avviso il partito democratico deve ripartire dall’ascolto di quelle 6.000 persone che erano a Firenze e tutte le altre che non sono venute ma comunque vedono nel rinnovamento meritocratico la sola via per salvare il nostro Paese dal declino inesorabile causato dall’immobilismo generazionale e sociale.
Bersani perché non eri lì ad ascoltare i tuoi elettori? Ma soprattutto, perché partono siluri contro coloro che con disprezzo vengono epitetati come “rottamatori” invece di cercare di capire che esiste gente che ha voglia di ccontribuire a migliorare il nostro partito e la nostra nazione dalla base?
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